domenica 10 dicembre 2017

Come decorare l'albero di Natale in 30 secondi


Io e Pupazzo ci intendiamo alla perfezione

Avete deciso di decorare casa vostra per Natale. Avete indosso lo spirito giusto e un adorabile berrettino rosso, quindi i fondamentali ci sono. 
Ma:
1. siete consapevoli di non poter lasciare i vostri organi vitali sul banco di quel negozio così carino, anche se quelle renne ricoperte di glitter rosa fenicottero aspettavano solo di essere esposte come centrotavola;
2. l'ultima volta che avete decorato alcunché risale al 1995, e si trattava di un cuore in pasta di sale di dubbio gusto, che tutt'ora sopravvive a casa dei vostri genitori solo perché è entrato a far parte del delicatissimo ecosistema vetrina;
3. volete comunque che vi resti a disposizione del tempo per non fare assolutamente nulla, se non rendervi conto di quanto sia scomodo il vostro divano, prima o poi lo cambieremo ma non oggi?

Bene, se avete risposto di sì ad almeno una delle succitate questioni, allora ecco a voi 


La guida definitiva per preparare il vostro albero di Natale in 30 secondi!

Un pratico video tutorial che, ne sono certa, non potrà che ispirarvi durante queste giornate di gelo dicembrino. 


Di cosa necessitate per godere appieno di siffatta, mirabile visione?

Tisana  
coperta (possibilmente con le maniche)
 albero di Natale 
30 secondi

A voi!





Video: René Mt2
Adorabile sottofondo musicale: My itty bitty Christmas ditty - Kathleen Martin
 Elfo: la sottoscritta

lunedì 17 luglio 2017

Riassunto delle puntate precedenti


Facciamo finta che questo blog sia la vostra telenovela preferita. Sono anni che allieta la vostra pausa pranzo con colpi di scena improvvisi e genealogie rocambolesche, quando all'improvviso, proprio quando avevate il sentore che Fernando stesse per dichiarare il suo amore alla bella e fiera Almundena, riuscendo nel contempo a salvare la hacienda di famiglia dal fallimento, ebbene proprio in quel momento e inspiegabilmente, ne interrompono la programmazione.
Oh qual dramma, direte voi. 
Ecco, facciamo finta che questo blog vi abbia regalato nel tempo lo stesso brivido dell'ignoto e che ora voi vi stiate domandando cosa è accaduto tra le nuvole in questi mesi di silenzio.
Sarà riuscita Norma a trovare lavoro? Sarà stata colta da qualcun'altra delle sue fantasmagoriche idee? Questo e molto altro nel riassunto di ciò che è accaduto negli ultimi mesi da queste parti!



Nell'immagine, Norma che viene colta da una delle sue fantasmagoriche idee.
Foto di Riccardo Matera.

Sì, ho trovato lavoro.


Ho festeggiato il mio trentunesimo compleanno vestita come un miominipony e circondata da persone meravigliose. Lo posso dire? Lo posso dire.





Foto di Melissa Blutitilla Nostini


Ho terminato la lettura tardiva della saga di Harry Potter. Ora, naturalmente, cerco qualcosa di altrettanto appassionante in cui immergermi. Avete consigli? Tranquilli, non mi fossilizzo su un solo genere.

Ho guidato una spider, solo per pochi metri - ma con moltissima convinzione -  e ho fatto da valletta ad uno chef d'eccezione. Tutto ciò è stato documentato su video, così da poter ricordare sempiternamente che se mi sveglio presto ho tutto il tempo del mondo per mettere i capelli in ordine:






Ho ritrovato vecchie foto di famiglia.

Mi sono sottoposta a esperimenti fotografici ad alti livelli di inquietudine.


The unseen
Foto René Mt2

Ho passato ore a leggere sotto le fronde di un pero volpino.

Mi sono dedicata ai miei amati pastrocchiamenti di carta ispirandomi a questo video.

Ho fatto sogni densi e così chiari da non lasciarmi dubbi.

Soprattutto, sono stata molto in silenzio. L'estate lo chiama, quando i pensieri fanno come le cicale.

mercoledì 17 maggio 2017

Alessandra e i suoi libri dei ricordi

Sono molto felice di ospitare Alessandra e il suo carico di libri, questa mattina. 
Sarà che il suo blog si chiama Sorriso a 365 giorni - e io in effetti sorrido sempre, quando lo leggo. O che quando cerco uno spunto per mettere a posto il caos primordiale in cui sono solita abbandonare i miei spazi vitali, lei sa come accorrere in mio aiuto con il suo Parola d'ordine.
Per cui fate come noi: mettetevi comodi per una nuova puntata della rubrica I libri dei ricordi. Alessandra, la parola a te.


Alessandra: ho scattato questa foto ad Arona, in un angolo che ora non c'è più. Sarà stata l'occasione, l'atmosfera, i colori, la lente appannata della macchina fotografica, ma qui c'è tutto il mio amore per la mitologia e il fantasy. 
Sono sicura che, da qualche parte tra fiori e rami, una fata e un elfo stessero ridendo di me.






Non ricordo il mio primo libro. 
Le leggende narrano che sia Pinocchio, ma a me non risulta. Ricordo, però, mia madre e le sue letture serali. Mio padre era al lavoro e tornava tardi, io e mia sorella cenavamo presto, sedute sulla panca al tavolo della cucina: mia madre apriva il libro blu e iniziava a leggere. Eracle che stringe i serpenti tra le manine di piccolo semidio, Giasone e e gli Argonauti alla ricerca del vello d'oro, i gemelli Castore e Polluce, Orfeo e l'ombra di Euridice, Perseo che stacca la testa di Medusa e salva Andromeda dal mostro marino, Teseo che dimentica di issare le vele bianche al rientro in patria, Ulisse e Calipso... Che meraviglia! Che storie fantastiche! Che sogni facevo, tutti a colori intensi e vivi! 
Non ricordo il mio primo libro, ma ricordo il mio primo amore: la mitologia, fusione tra storia antica e narrazione. Ricordo quei miei libri grandi, con la copertina rigida e disegni entusiasmanti tra le pagine. 
Si chiamavano Dei ed eroi di... e narravano la mitologia del mondo: greca, romana, americana, vichinga, celtica, cinese, indiana, egizia. Li ho letti tutti, più volte, e li porto con me in ogni casa nuova. Loro sono il mio inizio. 

Dalla mitologia ai racconti popolari (fiabe e favole da tutto il mondo, Le mille e una notte) e, infine, ai romanzi fantasy. Prima il ciclo di Shannara di Terry Brooks: leggevo La spada di Shannara nei giorni in cui mio nonno stava morendo e, nel bel mezzo di una battaglia tra il Bene e il Male, per la prima volta mi sono accorta che leggere significa poter vivere altrove. Poi la trilogia di Merlino (La grotta di cristallo, Le grotte nelle montagne e L'ultimo incantesimo) di Mary Swart: i miei primi veri libri, quelli che ho amato più di tutti nella mia infanzia. 
A narrare è Merlino stesso, della sua giovinezza solitaria, dei suoi poteri, del suo maestro, delle gesta di suo padre Ambrosio, di suo zio Uther, dell'inganno da cui è nato Artù, di Artù e Camelot, dei suoi viaggi, dei suoi amori, della sua morte. 
Per la prima volta, mentre leggevo ho vissuto, sperato, pianto, desiderato, sospirato e rimuginato su tante cose. Mi sono emozionata e quelle emozioni sono nate dalle parole - scelte, accostate, pensate, tradotte, lette: la vera magia. 
Li ho amati intensamente e ancora oggi, quando penso a loro, mi ritrovo bambina, seduta su una sedia col libro tra le mani, gli occhi incollati alle parole e un mondo pieno di luce ed emozione nella mia testa. 
Pagina dopo pagina. Loro sono il mio fine.

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