lunedì 7 gennaio 2019

A come auto

*

a a a a a a a a a a
e poi ancora 
a a a a a a a a a a 

A come ape 
A come auto 
A come all'incirca

All'incirca qualche eone fa, imparavo la nobile arte del ricamare pagine di a in corsivo su un quadernone spiega(zza)to. Solo che la superficie piana e sicura e solida del tavolo non mi si confaceva. Preferivo affondare nel letto, il quaderno reso molle dalle onde del piumone, la testa che si incassava tra le scapoline alate. 


a a a a a a a a a a 
A come àncora 
A come anguilla 

A in distese sinusoidali, un'ondata di materasso dopo una nuova ondata di materasso, cavalloni di a. Finivo una pagina, prendevo il respiro e iniziavo una pagina nuova. Penna cancellabile blu, tappino mangiato, mano macchiata d'inchiostro. C'era tutto. 

E poi, non so se per diletto o per richiesta, ho disegnato un'auto, colorandola di blu cobalto o blu di Prussia, non ricordo bene (che non fosse blu oltremare ne sono certa). L'auto era sbilenca, aveva preso un'ondata pure lei, ma aveva due finestrini, due portiere, due ruote ed un volante ed era quindi pronta ad affrontare il suo primo viaggio bidimensionale. 


A giudicare dalla linea, doveva trattarsi di una Regata. 
La pesco nella mia memoria – nonostante tutte quelle onde, il quaderno è rimasto asciutto - la metto in moto, s'inceppa, mi sfugge, borbotta, poi parte. 


A come "Allora mi ricordo ancora come si fa!"

Sul finestrino scrivo una a in corsivo, poi un'altra e un'altra ancora, lo riempio, lo invado di a, lo sommergo. 
Devo riabituare il polso, devo sgranchire la mano.


*
Non avendo pagine di a in corsivo a disposizione, 
ho ripiegato su una foto segnaletica del sempre valido mio primo diario


martedì 6 febbraio 2018

10 cose da fare dopo aver visto Chiamami col tuo nome



Vivo da qualche giorno in uno stato di abbandono malinconico, tipico dell'innamorato allontanato a forza dall'oggetto del suo amore. 
Sospiro, alzo gli occhi al cielo, rimembro. Illanguidisco. 

Ho visto Chiamami col tuo nome
La parola O S S E S S I O N E è apparsa sul fondo della mia retina a lettere cubitali color giallo limone prima ancora che finissero i – meravigliosi (sospiro ancora) - titoli di coda. Ho sentito subito, affondata nella poltrona del cinema senza avvertire la minima necessità di alzarmi, che non sarebbe stato facile pensare ad altro. 
Allora ho pensato a 10 modi per rendere meno brusco il passaggio da "Siamo da qualche parte nel nord Italia nel 1983" a "Siamo da qualche parte nel centro Italia nel 2018"
Una lista della spesa per far fronte al senso di inappetenza tipico dell'innamorato di cui sopra. (No, non sto esagerando. Mi sono innamorata sul serio.)


10 cose da fare dopo aver visto Chiamami col tuo nome


1. Ascoltare la colonna sonora così tante volte da trascriversela direttamente sui timpani. In particolare Mystery of love, o Visions of Gideon, che attualmente partono in automatico nella radio sempre accesa dentro la mia testa non appena apro gli occhi al mattino. 
1b. Scegliere una piazza a piacimento e ballare su queste note con indosso camicia azzurra e pantaloncini. 

2. Leggere il libro

3. Cedere alla tristezza più assoluta e concedersi un intero pomeriggio di puro struggimento adolescenziale, dilaniandosi con domande che mai avranno risposta, del tipo "Perchémmai io non sono Timothée Chalamet? Oh, il talento, la bellezza, la poesia!" (scroscio di pianto) 

4. Aspettare che finisca l'inverno per poi aspettare che finisca l'estate. 




5. Oziare mollemente sul divano sfogliando riviste d'arte nella quiete di una villa seicentesca, mentre Mafalda prepara la cena – in realtà hai in mano il giornalino del Conad con le ricette di stagione e l'oroscopo che raccomanda ai Gemelli di aspettare la primavera per dedicarsi ai lavori di casa, e quel che resta del divano si sta lentamente sbriciolando sotto di te, ma, come sappiamo tutti, nulla è più forte dell'immaginazione

6. Portare a riparare la bici dal vecchio Anchise. Il biciclettaio non si chiama Anchise? Fa niente. Chiamarlo Anchise ugualmente. 

7. Fare colazione, possibilmente sotto le fronde, con un uovo alla coque



Foto di Giulio Ghirardi

8. Dare una seconda, mai sperata, possibilità, al succo all'albicocca
(Ok, questo è un punto molto personale: credo esista un solo alimento al mondo che la sottoscritta considera come un dispetto, ed è la marmellata di albicocche. Il succo ci va molto, ma molto vicino. Ma, quando lo tracanna senza ingozzarsi nonostante la densità, Oliver lo fa sembrare così dissetante che potrei decidere di riprovarci. Vi terrò aggiornati. Se sopravviverò all'esperimento.) 

9. Attendere la stagione delle pesche.

E per concludere 

10. Andare a vederlo di nuovo. Riprendere, con rinnovato struggimento, dal punto uno.



domenica 10 dicembre 2017

Come decorare l'albero di Natale in 30 secondi


Io e Pupazzo ci intendiamo alla perfezione

Avete deciso di decorare casa vostra per Natale. Avete indosso lo spirito giusto e un adorabile berrettino rosso, quindi i fondamentali ci sono. 
Ma:
1. siete consapevoli di non poter lasciare i vostri organi vitali sul banco di quel negozio così carino, anche se quelle renne ricoperte di glitter rosa fenicottero aspettavano solo di essere esposte come centrotavola;
2. l'ultima volta che avete decorato alcunché risale al 1995, e si trattava di un cuore in pasta di sale di dubbio gusto, che tutt'ora sopravvive a casa dei vostri genitori solo perché è entrato a far parte del delicatissimo ecosistema vetrina;
3. volete comunque che vi resti a disposizione del tempo per non fare assolutamente nulla, se non rendervi conto di quanto sia scomodo il vostro divano, prima o poi lo cambieremo ma non oggi?

Bene, se avete risposto di sì ad almeno una delle succitate questioni, allora ecco a voi 


La guida definitiva per preparare il vostro albero di Natale in 30 secondi!

Un pratico video tutorial che, ne sono certa, non potrà che ispirarvi durante queste giornate di gelo dicembrino. 


Di cosa necessitate per godere appieno di siffatta, mirabile visione?

Tisana  
coperta (possibilmente con le maniche)
 albero di Natale 
30 secondi

A voi!





Video: René Mt2
Adorabile sottofondo musicale: My itty bitty Christmas ditty - Kathleen Martin
 Elfo: la sottoscritta

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...