giovedì 8 dicembre 2016

Se le sorelle March fossero dei cocktail


Meg


Oggi mi trovate ospite sul blog di Manuela Ophelinha, Impression chosen from another time, ad aprire una casellina del suo Avvento letterario e riuscendo a mettere insieme spirito natalizio, alcolici e Piccole Donne.

Per l'occasione, i cocktail che troverete nel post sono stati preparati dalla sottoscritta e sbevacchiati dalle sue prodi compagne Laura, Stefania e Sara. Eravamo in quattro attorno a quel tavolo, donne più o meno piccole, più o meno adulte. Sicuramente un pochino sorelle. 

Tutte le foto sono state scattate da René Ruisi (Mt2).


Jo


Beth


Amy






giovedì 17 novembre 2016

Novembre e il kebab rivelatore




Dappertutto parlano già di Natale. 
Io vorrei godermi questo novembre incerto senza pensare a campanelle tintinnanti e batuffoli di ovatta sparsi sul presepe a mo' di neve – credo sia il ricordo più vivido dei Natali della mia infanzia, inutile dirlo che pure all'epoca ero insopportabilmente puntigliosa e contrastavo con cipiglio l'idea della neve a Betlemme, ma c'era sempre qualche parente che la spargeva a manciate. Il mio ruolo, comunque, era disporre gli animali, i pastorelli e i vari abitanti in maniera armoniosa, coi Re Magi che fino al 6 di gennaio si nascondevano dietro a una palma. Uno di loro era già in ginocchio, 'sto poveretto, per un mese intero, sotto le fronde, in mezzo alla neve. E resisteva. Vedi, Norma, cosa significa avere uno scopo? 
Ma io non volevo parlare del Natale e del ginocchio sbucciato di Melchiorre. 
Volevo parlare di novembre. Del limbo, quindi. Di una zona paludosa, affaticante. Del pantano attorno alle gambe. 

Novembre, dico a te: ho un desiderio. Darti dignità. 
Non è colpa tua se ti hanno piazzato in mezzo a ottobre – wow, è arrivato l'autunno! I colori caldi, le zucche, il foliage, le punte degli scarponcini in mezzo alle distese di foglie! – e dicembre – wow, è arrivato Natale! Le lucine! Il pungitopo! Quest'anno farò un calendario dell'Avvento col cartone ondulato e dentro tanti piccoli regalini handmade!  
In mezzo a questa gioia isterica, tu sei un lunghissimo, inevitabile lamento


martedì 8 novembre 2016

Christopher



    Il tuo cappello è ancora lì, appeso all'ingresso.
È una delle prime cose che vedo appena entro in casa, assieme alla tua cravatta color rosso vinaccia, decorata con adorabili germani reali in volo, e alla tua giacca di velluto verde, che ha una tasca sfondata e l'altra no. Nella tasca non sfondata hai messo uno yo-yo di legno, con la corda tutta attorcigliata. 
Mi resta questo di te, i tuoi vestiti e qualche rotella fuori posto. 

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