mercoledì 17 maggio 2017

Alessandra e i suoi libri dei ricordi

Sono molto felice di ospitare Alessandra e il suo carico di libri, questa mattina. 
Sarà che il suo blog si chiama Sorriso a 365 giorni - e io in effetti sorrido sempre, quando lo leggo. O che quando cerco uno spunto per mettere a posto il caos primordiale in cui sono solita abbandonare i miei spazi vitali, lei sa come accorrere in mio aiuto con il suo Parola d'ordine.
Per cui fate come noi: mettetevi comodi per una nuova puntata della rubrica I libri dei ricordi. Alessandra, la parola a te.


Alessandra: ho scattato questa foto ad Arona, in un angolo che ora non c'è più. Sarà stata l'occasione, l'atmosfera, i colori, la lente appannata della macchina fotografica, ma qui c'è tutto il mio amore per la mitologia e il fantasy. 
Sono sicura che, da qualche parte tra fiori e rami, una fata e un elfo stessero ridendo di me.






Non ricordo il mio primo libro. 
Le leggende narrano che sia Pinocchio, ma a me non risulta. Ricordo, però, mia madre e le sue letture serali. Mio padre era al lavoro e tornava tardi, io e mia sorella cenavamo presto, sedute sulla panca al tavolo della cucina: mia madre apriva il libro blu e iniziava a leggere. Eracle che stringe i serpenti tra le manine di piccolo semidio, Giasone e e gli Argonauti alla ricerca del vello d'oro, i gemelli Castore e Polluce, Orfeo e l'ombra di Euridice, Perseo che stacca la testa di Medusa e salva Andromeda dal mostro marino, Teseo che dimentica di issare le vele bianche al rientro in patria, Ulisse e Calipso... Che meraviglia! Che storie fantastiche! Che sogni facevo, tutti a colori intensi e vivi! 
Non ricordo il mio primo libro, ma ricordo il mio primo amore: la mitologia, fusione tra storia antica e narrazione. Ricordo quei miei libri grandi, con la copertina rigida e disegni entusiasmanti tra le pagine. 
Si chiamavano Dei ed eroi di... e narravano la mitologia del mondo: greca, romana, americana, vichinga, celtica, cinese, indiana, egizia. Li ho letti tutti, più volte, e li porto con me in ogni casa nuova. Loro sono il mio inizio. 

Dalla mitologia ai racconti popolari (fiabe e favole da tutto il mondo, Le mille e una notte) e, infine, ai romanzi fantasy. Prima il ciclo di Shannara di Terry Brooks: leggevo La spada di Shannara nei giorni in cui mio nonno stava morendo e, nel bel mezzo di una battaglia tra il Bene e il Male, per la prima volta mi sono accorta che leggere significa poter vivere altrove. Poi la trilogia di Merlino (La grotta di cristallo, Le grotte nelle montagne e L'ultimo incantesimo) di Mary Swart: i miei primi veri libri, quelli che ho amato più di tutti nella mia infanzia. 
A narrare è Merlino stesso, della sua giovinezza solitaria, dei suoi poteri, del suo maestro, delle gesta di suo padre Ambrosio, di suo zio Uther, dell'inganno da cui è nato Artù, di Artù e Camelot, dei suoi viaggi, dei suoi amori, della sua morte. 
Per la prima volta, mentre leggevo ho vissuto, sperato, pianto, desiderato, sospirato e rimuginato su tante cose. Mi sono emozionata e quelle emozioni sono nate dalle parole - scelte, accostate, pensate, tradotte, lette: la vera magia. 
Li ho amati intensamente e ancora oggi, quando penso a loro, mi ritrovo bambina, seduta su una sedia col libro tra le mani, gli occhi incollati alle parole e un mondo pieno di luce ed emozione nella mia testa. 
Pagina dopo pagina. Loro sono il mio fine.

giovedì 4 maggio 2017

Passeggiata di fine aprile


Chiacchiere e silenzio.
La fine di aprile si merita una passeggiata in pieno sole, il respiro lento della domenica mattina, la voce che plana leggera da una parola all'altra.
L'elogio di una vita quieta.

venerdì 28 aprile 2017

Cosa fare dopo essersi lasciati


Cercando "cuori infranti" su siti di stock
 unsplash.com/@calebfrith


Un post collaborativo e solidale

Se mi seguite sulla mia spoglia pagina facebook avrete senz'altro letto l'accorato appello che vi ho rivolto una manciata di giorni or sono:


Ebbene, i consigli sono giunti copiosi. Oh mio fedele nugolo di lettori, non posso che ringraziarti, a nome mio e del succitato cuore infranto che, sono certa, apprezzerà il nostro comune sforzo di tirarlo fuori dal baratro. 
Oggi, per voi tutti, ma in particolare per te, cuore spezzato, un elenco di buone pratiche per affrontare la vita dopo la fine di una relazione!

Cosa fare dopo essersi lasciati?

Come Cioè, ma senza collarino anni '90 in regalo

1. Versare tutte le proprie lacrime
Michael consiglia di ispirarsi a Battisti e disidratarsi l'anima sulle note di "Piangerò, piangerò, sì, io piangerò". Dedicarsi alla pratica da dopo pranzo a dopo cena, poi andare a dormire. Il giorno dopo ci si risveglierà sotto forma di rosa, pronti a passare al punto numero due ovvero:

2. Cambiare look
Lucia, altresì conosciuta sotto l'appellativo di Mia Madre, sfodera un grande classico: recarsi dal parrucchiere di fiducia e cambiare look.

3. Regressione nei dolci anni dell'adolescenza 
Esiste forse un modo migliore per riconnettersi alla propria parte più viscerale ed emotiva se non riascoltando le malinconiche melodie su cui si era soliti crogiolarsi negli anni dell'adolescenza? 
Ada è lapidaria: "Alcol, rock'n'roll, regressione adolescenziale. Ripetere se necessario."
Cuore infranto, provaci. Al massimo ti chiederai come facessi ad ascoltare sempre gli stessi tre album a ripetizione e a trovarli ogni volta sorprendenti.

4. Sfogarsi con un sano attacco di rabbia liberatoria 
Elena non ha dubbi: la soluzione è maledire. Anche i passanti anonimi. 

5. Riprendere il contatto con se stessi 
Sara ci dona un consiglio corroborante: "Dedicarsi a cose che si adora fare, che ricaricano e rigenerano. Darsi tanto tempo e pazienza. Tanta. Sfogarsi con movimento fisico al sole e all'aria aperta. Cercare distrazione e impegnarsi per ridere cogliendo ogni occasione possibile!".
Siamo anche in primavera, cuore infranto: approfittane.

6. La soluzione per tutti i mali
Elena lo sa - e io con lei - che la soluzione ideale esiste ed è camminare. In montagna o dove si vuole, ma camminare. 

7. Dolcezze di vario tipo e stazza
Ascoltami bene, cuore infranto: Giulia ti propone un pacchetto completo composto da mousse al cioccolato, partite di rugby e un'amica cinica a scelta.
Aggiunge inoltre che "se riesci a sentirti triste mentre guardi gli All Blacks sei veramente strana/o". Osservare con intensità partite di rugby è considerato un valido aiuto anche per Francesca, che rilascia tale testimonianza: "Per un cuore infranto mi sembra opportuno avvicinarsi al rugby conoscendo prima di tutto i giocatori".

E per oggi dalla Posta del Cuore tra le nuvole è tutto! Se avete altri consigli da elargire, lo spazio dei commenti è tutto vostro.
Speriamo di essere riusciti ad alleviare le tue afflizioni amorose, cuore spezzato.
Torna e facci sapere com'è andata!

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