lunedì 2 maggio 2016

Instamare


Questa è la storia di un gruppo di persone che si sono conosciute grazie al magico mondo di Instagram e dei blog. Questa è una storia che passa dal virtuale al reale - con tutte le conseguenti riflessioni implicite di cosa sia reale davvero. 
In tutta sincerità, se devo dire come sia avvenuto il primo contatto tra di noi, non me lo ricordo nemmeno. Ma avete presente quel momento in cui senti che di una persona ti puoi fidare? Quando, a pelle, avverti che c'è tanto di bello da condividere? Ecco, noi l'abbiamo sentito e grazie alla temerarietà di Francesca e Valeria è nato #Instamare2016, un fine settimana a Rimini insieme, per conoscersi, per avvicinarsi, per curiosità. 
E per scoprire, alla fine, che cercavamo tutte la stessa cosa: tranquillità e pace. Chissà la prossima volta dove andremo. Perché naturalmente sappiamo già che ci sarà una prossima volta. 


Rimini, 16 aprile 2016

Se guardo il mare che va e viene, va e viene, mi ipnotizzo. 
L'acqua ancora è troppo fredda per fare il bagno, ma la spiaggia ha il suo rituale al quale devi cedere, almeno da marzo fino a ottobre: 
togliere le scarpe 
portarsele in giro ciondolanti 
abbandonarle il prima possibile
arrotolare i jeans e  fingere che le caviglie non siano troppo bianche e i piedi non troppo infreddoliti 
affondarli nella sabbia tiepida 
respirare a fondo 
guardare - il mare, il cielo, i gabbiani, i passanti. Guardare. 
È così da sempre, nei secoli dei secoli. Non ci si può fare nulla. 




La spiaggia ci aspettava. Appena arrivate, appena conosciute, cosa fai, in una città di mare, in un giorno di sole? Cerchi la spiaggia. 
Piacere, Norma. Piacere, Francesca. Valeria, Giovanna. Polly. Annalù
Io sono un po' in imbarazzo. Ma dai, stai tranquilla! Com'è andato il viaggio? Bene, ma il regionale era pieno. Passiamo prima un momento in albergo? Certo, poi andiamo al mare, non è lontano. 
Ci siamo accoccolate sulla sabbia, col mare di fronte. C'era vento e la sabbia finiva dappertutto - se provo a svuotare la mia borsa, sono certa che ce ne sia ancora, in qualche tasca interna, insieme alle carte delle caramelle. 


Il vento, oltre alla sabbia, si portava a spasso le nostre parole. Erano tante. 
Non è difficile immaginarselo, vero? Chissà perché avevo così tanta paura di far sentire la mia voce, prima di partire. Chissà perché temevo non sarebbe stato così semplice, raccontarsi. E invece abbiamo condiviso piccole gioie e piccole paure, consigli sui libri da leggere e sulle serie da guardare, camera e bagno, la pizza e i passatelli. 
Abbiamo giocato con la piccola Annalù, che si nascondeva dietro le sedie al ristorante e faceva "Buh", con quella vocina minuscola e gli occhi spalancati. Abbiamo rifatto assieme il letto a castello, quello di sopra, perché in quello di sotto non ci so dormire e perché non sono poi così precisa nel fare un letto come si deve. Abbiamo fatto una foto con i piedi a mollo nell'acqua gelida e non è una cosa così banale, per me. Mi concedo a dosi molto piccole. Abbiamo chiacchierato con addosso quella rilassatezza un po' molle dei giorni di vacanza, quando sai che nessun impegno ti attende, guardando distrattamente i passanti, raccontandoci di noi con parole morbide e rotonde. Abbiamo lasciato la corazza a casa.

Sono passate due settimane, da quei giorni azzurri azzurri, trascorsi con un gruppetto di perfette sconosciute, che dopo un paio di minuti già mi pareva di conoscere da una vita. 
Ne scrivo col sorriso e con una sensazione di immensa serenità nel petto – come la risacca, va e viene, va e viene, e solo sentirne il suono in lontananza riappacifica col mondo - perché è questo che mi hanno lasciato: dolcezza.
Oltre ad una girandola. E ad un francobollo. E a delle lettere che solo tra amiche ci si può scambiare. E ad un quadernetto piccolo, che non guasta mai. E a due cartoline bellissime. E a un fiore gentile, che attende il suo destino. E ad una barchetta fatta con un metodo che mi sono dimenticata, ma che sta aspettando di essere appesa da qualche parte. 
Magari ad una collana, per portarmela addosso, per veleggiare leggera.





8 commenti:

  1. Nelle tue splendide parole, rivivo tutte le emozioni che abbiamo vissuto e condiviso, la magia del primo incontro e il profumo del mare e del vento.
    Trovarvi è stato un regalo bello, conoscervi ancora di più.
    Grazie di cuore
    Francesca

    P.S.
    Scrivi, scrivi ché le tue parole sono carezze, sono emozione pura.
    baci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Francesca, mi sta salendo la nostalgia <3

      Elimina
  2. Adoro queste storie marine...
    Di fronte all'orizzonte pelagico quante meraviglie nascono.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era davvero da tanto che non andavo al mare. Mi mancava.

      Elimina
  3. Che meraviglia! Mare, sabbia e cielo e... nuvole, nuvole, nuvole.
    Ciao ciao
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cosa difficile è ritornare alla nomale vita di tutti i giorni! Al mare si sta bene :D

      Elimina
  4. Che bellezza. Il mare ancora freddo, un po' di vento, nuovi incontri, emozioni, paure da prime volte, e poi felicità ^-^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :) è stato un momento emozionante e bellissimo.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...