giovedì 11 aprile 2013

Spazio agli spazi!

Come Artincanti approdò all'Ex Disco Rosso

Se avessi uno spazio bianco e vuoto a completa disposizione, per prima cosa sgranerei gli occhi di gioia. Io, che ho potuto possedere un comodino per la prima volta alla veneranda età di 26 anni, non potrei sostenere la felicità di avere addirittura un'intera camera, se non due, a cui dare forma secondo la mia fantasia. In un secondo momento, andrei senz'altro in crisi di fronte alla mia totale incapacità di affrontare le cose in modo pratico; quindi, dopo aver riempito il suddetto spazio di pezzi di stoffa, quaderni e perline, me ne andrei via con la fronte corrucciata, un po' come se avessi 5 anni e non riuscissi a scrivere il mio nome.

Ma c'è anche chi, se avesse uno spazio bianco e vuoto a disposizione, ci appenderebbe degli acchiappasogni.





Metterebbe un teatrino alla finestra.






Cesti di lana sul tavolo, e scatole di lana appoggiate a una colonna.





Matrioske a prendere possesso di un muro screpolato.



C'è chi lo farebbe, e c'è chi lo fa.
Artincanti lo fa.
L'associazione culturale ha "vinto" uno spazio bianco e vuoto da riempire a proprio (buon) gusto per un paio di mesi, aprile e maggio.
L'Ex Disco Rosso (tra Piazza XX Settembre e Via Giorgio Regnoli, a Forlì) è uno dei locali sfitti che il Comune ha messo a disposizione delle associazioni del territorio, per un'iniziativa che ha preso il via a gennaio e che risponde al nome di Spazio agli Spazi.

Artincanti è andata alla conquista dell'Ex Disco Rosso martedì pomeriggio, perché uno spazio bianco deve rimanere tale per poco. 

Senza ben rendersi conto di quel che faceva, qualche mese fa Artincanti ha detto a me e René: "Ecco, tenete, le vostre tessere dell'associazione!Siete dei nostri adesso"
Ragion per cui, ad aprile e maggio, all'Ex Disco Rosso ci saremo anche noi.
E con noi ci saranno animazioni, mostre, baratti, una maratona fotografica, acchiappasogni e metri di lana da lavorare a maglia.
Il programma completo è qui e mio preciso compito sarà riuscire ad impararlo a memoria, almeno per la fine di giugno.

Lo spazio, da martedì ad oggi, intanto è andato avanti a decorarsi.
Ci sono anche degli elefantini blu, che adesso sbirciano curiosi fuori dalla finestra, per chiamare la gente che passeggia, con un barrito leggero leggero.



Ex Disco Rosso

Orari di apertura:
lunedì, mercoledì, venerdì e sabato pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30
e in occasione degli eventi.

Il mercoledì sera dalle 20.30 - Knit Cafè: lana, ferri e tante chiacchiere, in attesa di riempire la città di sciarpe colorate durante La Notte Verde Europea di Forlì (17 e 18 maggio).


venerdì 22 marzo 2013

Turisti

Ci siamo incontrati a metà strada.
Incontrarsi a metà strada mi piace sempre molto. È un po’ una gara, mi fa affrettare il passo per riuscire ad arrivare un po' più lontano della metà, e festeggiare dicendomi “Ho fatto prima io!”. Ma soprattutto è una sorpresa, mi fa camminare ad occhi spalancati, col sorriso, mentre allungo la testa dietro ogni angolo, per scorgere se l'altra persona arriva.
Di certo è una soddisfazione, perché la metà la supero sempre.




"Una passeggiata vi va?" Era il cielo a chiederlo, era la primavera, per niente timida, per il giorno del suo ritorno. E la primavera si festeggia con un gelato – no, non c'è altro modo. "Per me alla stracciatella, grazie."
Di chiacchiera in chiacchiera, il cappotto al braccio, la sciarpa legata alla borsa, ci siamo inoltrati nelle vie del centro, finché non ci siamo persi.

René si era infilato in qualche cunicolo a fare fotografie, io avanzavo piano, un passo al sole un passo all'ombra, e ogni finestra e ogni mattone hanno preteso la mia attenzione. “Guardaci” hanno sussurrato. Ci tenevano davvero. Allora li ho guardati e a un certo punto mi è sembrato di essere in un posto nuovo.

Ho visto comparire una torre, e una finestrella sopra un tetto, in una via che ho percorso almeno 730 volte, andata e ritorno, per un anno intero.
Ho visto un locale serale aperto nella luce del pomeriggio, le sedie ribaltate sui tavoli, i bicchieri e le bottiglie in fila nell’ombra, custodi di un silenzio e di una calma momentanei, ma che richiamavano già un vociare sommesso, un tintinnio di vetri.
Alzando lo sguardo ho incontrato i palazzi riflessi sulle finestre, una tenda turchese, una libreria invitante, in un appartamento. Ho visto una casa bianca con la porta verde, con un nano a fare la guardia, pendagli trasparenti appesi alle finestre del piano di sopra, e per un attimo, con la mente, mi sono trasferita lì. 




Dentro di me si è fatta la quiete.
Potrei essere ovunque, mi sono detta. Abito in questa città da un numero sconsiderato di anni, eppure ora potrei essere ovunque. Non conosco questo posto, non lo posso giudicare. Non conosco la vita dietro quelle belle tende. Non ho mai visto lei, lei non ha mai visto me.



Ho recuperato dalla borsa l’unico mezzo con fotocamera di cui sono fornita e mi sono messa anch'io a scattare delle fotografie. Così, per provare a guardare le cose dentro un rettangolo.





La nostra passeggiata procedeva in silenzio, in rilassante solitudine condivisa, quando un gruppo di signore ci ha superato, dicendo, con sorridente convinzione: “Questi sono turisti”.

Turisti. Sì. In un certo senso, sì.

giovedì 14 marzo 2013

Tre cose belle

Ovvero tre regali al dì

Nelle mie rasserenanti passeggiate tra blog e siti vari, sono incappata, non so più come, in tre cose belle. Non so più come sul serio. 
Trovo molto rilassante perdermi tra un sito e l'altro, seguire un'immagine, fiondarmi su un link, sbirciare titoli, infilarmi in un'altra pagina ancora...alla fine della mia passeggiata, mi rimangono impresse le idee, a volte intere storie, a volte solo passaggi vaghi, ma la sensazione che ho è quella di essermi, in un qualche modo, arricchita. Recuperare il percorso fatto è impossibile. È un po' come rintracciare il filo dei pensieri, quando la testa galleggia leggera leggera, e non lo sa nemmeno lei, a cosa sta pensando, e come faccia a passare da "pesciolino rosso" a "quale libro potrei leggere ora" nel giro di un mezzo secondo. 

Ecco, dicevo, in questo mio girovagare naso all'aria, ieri ho incontrato tre cose belle
In realtà lo dovrei scrivere così #3cosebelle, perché viaggia su Twitter, ma il mio rapporto con il suddetto social network è tale che non sapevo nemmeno come digitare il cancelletto sulla tastiera del computer. 
Se su Twitter scrivi #3cosebelle, poi racconti tre cose belle che ti sono capitate durante la giornata. Funziona così. 
La cosa mi ha subito allettata al punto che ho preso la mia agendina e le ho scritte di getto, le mie tre cose belle di ieri. Le ho scritte e le ho guardate con gusto e compiacimento, come avrei potuto guardare un bel disegno appena fatto in quinta elementare. Con gli occhi contenti. 
Mi sono detta: fallo, è proprio bello, è proprio utile. Soffermarsi a pensare alle cose belle può essere un esercizio, piccolo, una dolcezza, un regalo. 
Mi sono chiesta: chissà se sarà facile, trovare ogni giorno tre cose belle. Ma lì per lì era per me così esaltante l'idea di dover scrivere in un quaderno tutti i giorni (sono una feticista dei quaderni e della scrittura) che mi sono detta sì, le troverò, è normale. Male che vada scriverò tutti i giorni: la cosa bella di oggi è che ho scritto nel mio quadernetto. 

Oggi sono andata a cercare di nuovo notizie al riguardo. 
E ho scoperto che 3cosebelle nasce da un'idea di Fraintesa, che la racconta qui sul suo blog
È stato davvero piacevole scoprire che, fin da subito, ho avuto la stessa sensazione che descrive lei, pur avendo iniziato solo ieri questo giochino. Ed è quella sensazione di serenità che mi ha portata a dirmi, guardandomi intorno: "Questa potrebbe essere una delle 3 cose belle di oggi". 
La sensazione che mi sentivo addosso oggi, passeggiando sotto la pioggia per andare alla fermata dell'autobus, sotto un ombrello troppo piccolo e troppo malconcio, affondando in pozzanghere simil Fossa della Marianne, era proprio quella. Cercare cose belle. 
È un modo per mettere la mente in moto, per imparare ad essere attenti, ad essere curiosi, ad essere istintivi. Un po' come quando si fanno foto, mi direbbe René. Ecco, sì, mi sono sentita così. 

Per cui, svolgo anche oggi il mio esercizio, ed eccole qua, le mie tre cose belle: 

  1.  ho fatto la spesa per una bella cenetta che voglio preparare domani sera 
  2.  ho fatto una telefonata al lavoro e sono sopravvissuta! (i miei precedenti al riguardo sono stati alquanto disastrosi)
  3. sono scoppiata a ridere da sola, apparentemente senza motivo. Quando me ne sono resa conto, sono rimasta per un attimo sorpresa, poi ho riso ancora di più.
Adesso mi resta una sola cosa da fare: imparare ad usare Twitter.




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